Sconti dal 10 al 22 % su acquisti superiori a 60 EUR. Maggiore è l’acquisto, maggiore è lo sconto.

CBD e Coronavirus: Può Aiutare nella Cura del COVID-19?

Una ricerca rivoluzionaria condotta presso la clinica di Klagenfurt in Austria sta aprendo nuove prospettive nell'approccio terapeutico al COVID-19. Dal gennaio 2021, i pazienti affetti dal virus vengono trattati con CBD (cannabidiolo), un composto naturale derivato dalla cannabis, con risultati che stanno attirando l'attenzione della comunità scientifica internazionale.

Il Cannabidiolo: Proprietà Genetiche e Profilo Chimico

Il CBD rappresenta uno dei cannabinoidi principali presente nel patrimonio genetico della cannabis. A differenza del THC, questa molecola è caratterizzata da un profilo completamente privo di proprietà psicoattive. Il dottor Rudolf Likar, primario dell'unità di terapia intensiva di Klagenfurt, sottolinea come "il CBD non interferisce con le funzioni cognitive e presenta sostanzialmente effetti collaterali minimi".

Profilo Terapeutico del Cannabidiolo

Le genetiche ricche di CBD sono note per il loro complesso profilo di proprietà benefiche:

  • Potente azione antinfiammatoria
  • Proprietà antipsicotiche
  • Effetto miorilassante
  • Supporto nel controllo del dolore cronico
  • Modulazione della risposta autoimmunitaria
  • Regolazione dell'umore e riduzione dell'ansia

Il Protocollo di Ricerca Austriaco

Lo studio clinico condotto a Klagenfurt ha coinvolto pazienti COVID-19 trattati con cannabidiolo per un periodo di tre settimane. Il protocollo prevedeva un dosaggio iniziale di 200 mg giornalieri, progressivamente incrementato fino a 300 mg.

Meccanismo d'Azione a Livello Molecolare

La ricerca ha evidenziato come il CBD interagisca specificamente con i recettori ACE2, che rappresentano la via d'accesso principale utilizzata dal coronavirus per penetrare nelle cellule ospiti. Come spiega il Dr. Likar: "Il cannabidiolo è in grado di modulare la funzionalità di questi recettori, ostacolando l'ingresso virale e la successiva replicazione".

Particolarmente interessante è emerso anche l'effetto neuroprotettivo del CBD, che si manifesta nella capacità di preservare l'integrità delle cellule nervose da potenziali danni.

Risultati Clinici Sorprendenti

I pazienti sottoposti al trattamento con CBD hanno mostrato una riduzione accelerata dei marcatori infiammatori ematici rispetto al gruppo di controllo non trattato. Il dato più significativo riguarda i tempi di dimissione ospedaliera, risultati notevolmente ridotti nei soggetti che avevano ricevuto il cannabidiolo.

La sperimentazione ha incluso oltre 50 pazienti con quadri clinici di diversa gravità, dai casi lievi fino ai ricoveri in terapia intensiva. L'assenza di effetti avversi significativi ha spinto il Dr. Likar a considerare l'applicazione del protocollo CBD a tutti i pazienti COVID-19.

Conferme dalla Ricerca Internazionale

Studio Canadese dell'Università di Lethbridge

Una ricerca del 2020 ha investigato la capacità degli estratti di cannabis ad alto contenuto di CBD di ridurre il carico virale nelle cellule infette. Gli scienziati hanno testato diversi estratti su modelli di tessuto delle vie respiratorie.

I risultati hanno dimostrato che sei estratti specifici erano in grado di ridurre significativamente l'espressione dei recettori ACE2. Gli estratti applicati per via orale e respiratoria hanno mostrato capacità di inibire il processo di scissione dell'ACE2, fondamentale per l'ingresso virale. I ricercatori hanno definito questi estratti di cannabis come dotati di notevole potenziale terapeutico nella prevenzione COVID-19.

Ricerca Americana sulla Sindrome ARDS

Uno studio pubblicato nel settembre 2020 si è concentrato sull'utilizzo delle proprietà antinfiammatorie del CBD nel trattamento dell'ARDS (sindrome da distress respiratorio acuto), strettamente correlata alle forme severe di COVID-19.

Le conclusioni della ricerca indicano che il cannabidiolo può facilitare il processo di guarigione polmonare dopo gravi infiammazioni causate dal COVID-19 e contribuire al ripristino di livelli ottimali di ossigenazione ematica.

Ostacoli alla Diffusione della Ricerca

Nonostante i risultati promettenti, il Dr. Likar evidenzia una problematica cruciale: "La difficoltà maggiore consiste nel trovare partner disposti a finanziare studi su larga scala". Questa resistenza deriva principalmente dai pregiudizi culturali legati alla pianta di cannabis e dalla sua percezione sociale.

Il medico austriaco stabilisce un parallelo eloquente: "Sarebbe come demonizzare la pianta dell'oppio, senza la quale non avremmo la morfina, farmaco indispensabile nella medicina moderna".

Prospettive Future del CBD nella Terapia Antivirale

L'Austria non rappresenta un caso isolato nel panorama della ricerca. Anche Israele sta avanzando nel processo di approvazione del CBD per il trattamento COVID-19. Con l'accumularsi di evidenze scientifiche positive, emerge chiaramente come il cannabidiolo possa rappresentare una risorsa terapeutica di grande valore nella lotta contro le infezioni virali.

Per gli appassionati di genetica della cannabis interessati a comprendere meglio questi meccanismi, le varietà da collezione ad alto contenuto di CBD rappresentano un patrimonio genetico di inestimabile valore scientifico, testimoniando la complessità biochimica di questa straordinaria pianta.